Biografia

Biografia Paolo di Pinto

Nazionalità                     Italia
Genere                               Musica d’autore
Periodo di attività      1991 – in attività
Album                                25
Studio                                18
Raccolte                             4
Live                                      2

Paolo Di Pinto (7 Marzo 1974) è un cantautore italiano.

Biografia

Nasce a Terracina. Paolo si avvicina alla musica come autodidatta, sceglie il pianoforte prima e la chitarra classica poi, come strumenti e comincia a comporre appena appresi i primi rudimenti.

Gli Anni 90

Ha iniziato a scrivere canzoni nel 1991 esordendo in pubblico come cantautore nel 1992, quindi il primo lavoro nel quale trovano posto già brani come: “Ora ti ho trovato” e “Zio”.

Il piacere di condividere e di vivere l’esperienza musicale dei concerti con musicisti della sua città, contribuiscono alla familiarità col palco.

Nel 1992 con Canzoni per pensare (testi ottimisti, pensanti, incerti) il tema centrale è il dubbio. Come punto di arrivo e forza di ogni pensiero, non una debolezza. Nel 1993 adottando la forma sonetto compone l’album Grandezza Uomo. Il disco è un concept album sul materialismo.

Nell’estate del 1993 esce Ancora Meglio, ad oggi il disco più corposo e compatto con 13 nuovi pezzi.

Nella primavera del 1996 esce il cd omonimo, dove trovano posto Ludwig, filosofo tedesco dell’ Ottocento e Senza piegar bandiera, su scritto di un non-politico italiano dei primi del Novecento.

Comincia nel 1997 un’ininterrotta attività concertistica che lo porterà a calcare i palchi delle piazze, delle biblioteche, dei centri sociali e dei circoli culturali di tutto il Lazio. Come il cantautore Fabrizio De André – di cui ha interpretato Il ritorno di Giuseppe compone canzoni “politiche” e “d’amore”.

Gli Anni 2000

Nel gennaio 2000 esce il suo terzo disco Certi Uomini , realizzato con la collaborazione di numerosi musicisti del sud pontino.

In Certi Uomini, il cantautore punta quindi più alla qualità che agli “effetti speciali”, ed è il primo lavoro interamente realizzato e prodotto in Italia. Il cd è una raccolta di alcuni suoi pezzi, preceduti da una poesia recitata da una voce femminile locale.

Dopo qualche esperienza minore collabora tra il 2003 e il 2004 con diversi musicisti dell’area indipendente romana.

La scelta di collaborare strettamente con diversi musicisti di buon livello e con altri artisti come poeti e scrittori continua a rivelarsi determinante in un nuovo modo di fare e proporre l’esperienza musicale.

Seguono alcuni concerti in tutta Roma nel corso del 2003.

Fa seguito un’importante lavoro di scrittura, che consacra definitivamente la sua capacità di song-writer.

Qualcosa a qualcuno del 2004 è legato alla tradizione dei folksinger italiani (Van de sfroos, Gianmaria Testa, Luigi Grechi), registrato tra Roma e Sabaudia.

Nel 2008 esce il suo disco: “Niente di più“che contiene otto nuove canzoni inedite. Agli arrangiamenti del disco collabora Giorgio Brandi.

Gli Anni 10

In occasione dei 20 anni dalla sua prima canzone scritta, nel 2011 esce “La Storia del Collezionista“. Doppia raccolta.

In giugno 2013 da alle stampe “La Storia del Collezionista 92-13“. Tripla raccolta, con quattro inediti.

Per il 2016 in occasione del 25°:  “News & Rarità 91-16″ all’interno 4 brani inediti.

Rare le partecipazioni a festival e concorsi.

ARTE E CULTURA

Non è questione di creare campioni o divi da mandare a Sanremo, ma di far scoprire le potenzialità di un’arte vera che può e deve essere anche gioco, diletto, invenzione. Senza l’ansia di arrivare chissà dove… Di un’attività che è molto fisica, ma nel contempo potentemente psichica. Tutto questo aiuterebbe a fare un lavoro formidabile su di sé e insegnerebbe la bellezza dello stare con gli altri. L’arte è cultura. So di scrivere una cosa scomoda e controcorrente, ma consiglierei di non lasciarsi ingannare da chi parla di spettacolo, successo e facili guadagni. Il lavoro sulla musica è stupendo, appagante, ma anche faticoso, richiede attenzione e impegno. Tutte qualità che in generale non sono mai di moda. Chi si avvicina alla musica sa che il lavoro da fare è infinito e che decidere di affrontarlo è un atto quasi eroico. Bisogna resistere a un contesto che tende a banalizzare e svuotare. A chi decide di fare musica in senso lato dico sempre che la musica è un’esperienza umana straordinaria e che, come ogni altra attività artistica, va vissuta senza bluff. Con onestà. Con i mezzi che si hanno e con la voce che si ha. La musica restituisce sempre quello che le dai. È un matrimonio felice.